C'è Saga, cantante scandinava, non ricordo se norvegese o svedese, ma credo svedese, che intona con la sua voce dolce «Ode to a dying people». In realtà la voce non è nemmeno dolce, forse la si può definire corposa? Fatto sta che l'accento è quasi assente, e che la canzone in sé e per sé è magica e non mi stancherei mai di ascoltarla, anzi.
Il video della canzone è particolarmente cupo, visto che alterna le immagini della cantante che canta in modo accorato a immagini di torbidi e sommovimenti di piazza.
Tant'è. Per fortuna si può ascoltare il tutto senza badare minimamente il video e in effetti il canto di Saga nella sua cantilena quasi melodica mi calma un po' dal nervosismo e dall'astio contro me stesso che provo ora. Di tutte le cavolo di ragazze di cui posso non dico infatuarmi, ormai sarebbe un'infatuazione di un anno e decisamente più, ma per dirla con un termine tecnico «prendermi male», dovevo fare proprio nei confronti di quella verso cui non ho la benché minima possibilità, e per di più che sono costretto a vederla e a parlarci quasi costantemente? Fino al punto da essere contento se è ammalata, che almeno non mi vengono le lacrime agli occhi mentre la guardo, e che almeno per evitare di mettermi a fare le fusa appena mi parla con quella maledetta voce, così calda e dolce, e non le devo rispondere a monosillabi guardando in un'altra direzione.
Fortuna che sono abbastanza furbo da capire l'assoluta e totale assenza di possibilità e da non suicidarmi provandoci.
Uff, che nervoso. I'm so nervous I'd chew nails.
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