martedì 26 febbraio 2013

Bibliofilia


«Non prestare mai libri, perché nessuno li restituisce; i soli libri della mia biblioteca sono quelli che mi hanno prestato».
Anatole France

lunedì 25 febbraio 2013

Elezioni - 02

In parte c'è da smentirmi, l'affluenza è in drastico calo. Ma sono convinto tuttora che sarà un calo a macchia di leopardo. Vedremo fra ormai poche ore.

domenica 24 febbraio 2013

Elezioni - 01

Giusto un commento en passant, a Padova i comuni più schierati hanno un aumento dell'affluenza rispetto al 2008, anche sensibile. Cadoneghe e Campodarsego a sinistra, Abano, Albignasego e Noventa per il centrodestra, più altri. Anche l'affluenza è solo dello 0,04% in meno a livello provinciale, mentre nella città di Padova la flessione è leggermente maggiore, è calata al 21,78% dal 22,44%.
Non so come giudicarlo, però: se un risveglio della partecipazione politica non mediata o una vittoria degli apparati (i mediatori della partecipazione, absit iniuria verbis).
Mi sa che si dovrà aspettare martedì per deciderlo, penso che lo capiremo solo vedendo se il voto tradizionale viene confermato o se ci saranno mutamenti significativi, tipo un'esplosione di grillo, ma anche travasi di voti LONTANO dal centro, come per esempio SEL, Rivoluzione Civile o, a destra, Fratelli d'Italia (perché è percepito più di destra rispetto al PdL) o La Destra.
Onestamente credo più nella voglia di cambiare diffusa in tutto l'elettorato, piuttosto che nella persistente forza di mobilitazione dell'apparato. Tuttavia le sorprese sono sempre possibili.

sabato 23 febbraio 2013

Dell'ispirazione, soffio di Dio

«Mentre camminavamo lungo la baia del cemento abitato, ero calmo di fuori, ma dentro pensavo: allora adesso chi comanda è Georgie. Decide cosa si deve fare, cosa non fare, e Dim è il suo tonto digrignante bulldog. E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione, e a quello che il buon Bog manda loro. La musica mi venne in aiuto. C'era una finestra aperta con uno stereo, e seppi subito che cosa fare.»
Alexander DeLarge
Arancia Meccanica (1971)

martedì 19 febbraio 2013

Kultur und Zivilization


Sì, so che il titolo è una citazione spengleriana, ma è adatto eccome:
«Una Nazione decade quando il pensiero che la guida si allontana dal concetto fondamentale dell'essere per cadere sotto la preoccupazione dei suoi particolari

Martin Heidegger

lunedì 18 febbraio 2013

Della attvità politica

In questi giorni, quando manca così poco tempo al voto, si cerca di convincere la gente a votare il partito. Si spiega loro come mai il programma, che è già formato, si adatta alle loro esigenze. Si sottolineano le caratteristiche che più stanno a cuore ai cittadini, ma la partecipazione della cittadinanza attiva al programma è nulla. D'altronde ormai le bocce sono ferme.
La vera attività politica, il vero lavoro di radicamento, non viene a porsi in essere ora, quando l'imperativo è guadagnare il voto e null'altro, ma non può che cominciare il giorno dopo le elezioni. In questo momento post-elettorale si concretizza la vera e reale vita di un partito. Dove verranno tenuti, a seconda delle caratteristiche territoriali, una serie di incontri con i cittadini - di nuovo, quelli attivi - con lo scopo non solo di annunciare, motivare e giustificare le scelte del partito medesimo nei vari organi di governo, ma anche di conoscere da loro stessi le esigenze che hanno.
E poco importa, in fondo, che le esigenze si possano limitare al marciapiede dissestato o si spingano alla riforma della pubblica istruzione: l'essenziale è essere una cinghia di trasmissione tra cittadinanza e governo, nei limiti della possibilità e dell'ansa valoriale di riferimento.
È essenziale in effetti per un duplice ordine di ragioni, tanto "strategico" e di convenzienza, quanto "ontologico" e intimamente connesso alla ragione stessa per cui si fa politica.
È strategicamente importante, perché facendosi conoscere e operando in modo "disinteressato" la fiducia dei cittadini viene conquistata e canalizzata, con un sedimento che al momento del voto darà i suoi frutti.
È moralmente importante perché la politica, pur non essendo "soltanto" una missione di sindacalismo dei cittadini, non può non riconoscere la difesa del popolo come suo nucleo fondamentale.

lunedì 11 febbraio 2013

Haberimus (novum) Papam

Avremo un (nuovo) Papa.

Si dica ciò che si vuole su Papa Benedetto XVI, ma non avrei mai immaginato che avrei visto:
  1. Un'abdicazione pontificia (la settima, e l'ulitima liberamente espressa risale a Papa Celestino V, l'ultima in assoluto a Papa Gregorio XII);
  2. Un avvicendamento così repentino al Soglio;
  3. Una coincidentia temporum così clamorosa.
Se non altro i poliziotti romani vanno incontro a settimane (almeno un mese, tra elezioni, abdicazione vera e propria, interregno e conclave con conseguente elezione ed insediamento) di superlavoro e - diciamolo - di sostanziose idennità stipendiali.
Come la prendano gli altri romani, forse sarà materia d'osservazione. Certo è che il "Bonus-Commozione" derivante dalla morte dell'interessato oggi è mancato (ma forse fu in particolare Giovanni Paolo II?). Chissà come si rifletterà tutto ciò nelle "mundane politics".

venerdì 1 febbraio 2013

Standing still

Esami, sempre esami, di continuo esami. In realtà no, ne ho fatti appena due, il 30 gennaio "ultimo scorso".
Storia del pensiero politico contemporaneo, esame strano per un corso che si suppone specialistico e che si suppone dovrebbe parlare d'Europa, e Pianificazione territoriale, corso opzionale ma in realtà necessario. Sono andati abbastanza bene entrambi, non erano esami troppo difficili di per sé. Sono anche riuscito a rimanere per entrambi al di sopra della mia soglia di rifiuto, anche se solo di tre punti, ma non è il caso di fare troppo gli schizzinosi. In questa sessione ora rimangono solo Inglese (corso progredito) e Diritto privato dell'UE. Niente di che, almeno così sembra a prima vista, solo studio, studio e tanto altro studio. Almeno per "DPUE", che comunque è il 27 febbraio, quindi ho un po' di tempo per prepararmi. Inglese invece è tutta un'altra faccenda, visto che di base non c'è molto da studiare, se non i lavori che abbiamo composto durante il corso: è sostanzialmente, una chiaccherata in proposito e, fortunatamente, a un livello che riesco a padroneggiare abbastanza, a proposito di un argomento che conosco abbastanza bene.
Spero tanto di riuscire a prendere un voto buono (magari quanto in questi due primi esami, non sarebbe male) sia con Inglese (fattibile) che con Diritto privato (imperativo) in modo da poter chiudere in bellezza quella che auspico davvero che sia la penultima sessione di esami della mia vita alla Patavina Universitas.
Vabbè, questo febbraio si preannuncia come intimamente mescolato di politica e di studio, e di corrispondenti stress, noie e grane piacevolmente assortite.
Direi che in realtà lo studio può anche applicarsi alla situazione politica attuale con uno schieramento con il vento in poppa più per il demerito degli avversari, che per merito proprio, con uno schieramento che si sta dirigendo a tutta birra verso una meritatissima smusata elettorale-politica e soprattutto per la prima volta da, a mio parere, troppi anni, con delle forze realmente autosufficienti e autonome dai tradizionali due schieramenti.
Uno di questi, che in Italia è considerato di "centro liberale", rappresenta ciò che in Europa occidentale si intende per "destra" (UMP, Tories, CDU, Partido Popular, ecc.) per la prima volta può dirsi strutturalmente autonomo e capace di un'azione indipendente dal centrodestra italiano, che in realtà è di natura abbastanza atipica rispetto ai suoi omologhi c.d. "perbene" euro-occidentali, e che dispone di più di una somiglianza con altri schieramenti politici presenti in Europa centrale, senza scomodare partiti europei del tutto generis sui come Russia Unita.
Quello su cui si aggira questo strano "Monti Party" è, dopo le elezioni francesi e quelle greche, il terzo teatro elettorale in cui l'Unione Europea e soprattutto i partiti politici europei giocano un ruolo più che rilevante. E a me, Euro-bimbominchia, la cosa esalta parecchio, prima ancora di ricavare impressioni positive o negative.
L'altra forza che per ora pare autosufficiente e distinta da entrambi i poli è il Movimento 5 Stelle, del Grillo Beppe. Si è detto di tutto del M5S, dal tentativo di liquidarlo come "traditore" (in quanto movimento di "sinistra" che sottrae voti al centrosinistra e dunque favorendo oggettivamente l'avversario) alla terribile taccia di "connivenza con i neofascisti di CasaPound". Tutto ciò pare dettato dalla difficoltà ad ammettere che tale M5S - che pure non amo - non si fonda su una distinzione tra destra e sinistra che ormai è sempre più urlata e meno sostanziale, visto che entrambe le parti sono culminate in un governo di impronta liberal-mercatista, ma è costruito su un'opinione che varia per ciascun tema. Inoltre, e questo è il crimine primigenio dal punto di vista del centrosinistra, quanto meno una parte del M5S non ha il dogma dell'antifascismo. Anti- o Filo- che sia, il M5S sembra essere autosufficiente, e ad esprimere un desiderio non di antipolitica, ma di riscoperta primigenia della politica nella sua essenza, che è quella della partecipazione, che è la dimensione dell'agorà. Agorà che non per forza garantisce questa o quella inclinazione politica nel senso classico, ma che per il suo eventuale rinascere nell'era post-ideologica garantisce l'imprevedibilità e il discostarsi dai vecchi mantra precostituiti.
Da questo punto di vista la mentalità di coloro che si dicono di centrosinistra è infinitamente più dogmatica rispetto a chi si definisce (in Italia!) di centrodestra, fino al punto di fare assurgere l'essere "Anti" (anti-berlusconiano, anti-craxiano, anti-yankee, anti-fascista) a punto qualificante dell'intera identità politica. Cosicché si possono proporre nuove strade politiche, magari abissalmente lontane dalle strade precedenti, mantenendo però la medaglietta di "sinistra".
Misteri del mondo.
Debbo dire che più vado avanti nell'analisi delle dinamiche del mondo, analisi sicuramente incompleta ma comunque esistente, più mi ritrovo a non capire la convinzione con la quale molti si trovano a credere nelle riccette proposte... o quanto meno fingono di farlo. Certo, è meglio se evitano di chiederlo a me, visto che ultimamente il mio spiccato umanesimo proporrebbe quello di realizzare un regime nordcoreano su scala mondiale. Sì, compreso il 41,8% della popolazione sotto le armi. Se fossimo nel 2000 (ebbene no, su Wikipedia non c'è una stima precisa di quanti siamo oggi, comunque le cifre sono più o meno quelle) vorrebbe dire un esercito di circa 2.540.927.755 persone, ma calcolando i dati approssimativi del 2011 l'esercito sarebbe composto da 3.042.527.755 persone, credo abbastanza inutili, al netto di rivolte artatamente provocate per poterle soffocare, preferibilmente tra pianti e stridore di denti e, peggio che inutili, decisamente antiestetiche con quei berretti che sembrano un incrocio tra il Cappellaio Matto in versione da overdose e un bidet ricoperto di stoffa. Almeno il pianto funebre lo sanno fare bene.
Ma sto delirando, ed è tempo di togliere le tende.
Adieu, mon sieurs, adieu, ma dames.