domenica 20 maggio 2012

Mach e i misteri del badge universitario

Il titolo in effetti non voleva che essere una riproposizione del salgariano "I misteri della jungla nera", con il bengalese Tremal Naik e il maratto Kammamuri che fanno il culo a quel grandissimo figlio di sacerdotessa di casta brahmana e di pariah quale effettivammente Suyodhana è.
Sia come sia, il titolo in realtà è diventato altro: anche perché "i misteri del badge nero" non ha molto senso, quando in effetti il badge universitario è rosso-grigio-bianco, e in più la notizia poteva essere scambiata per una inopinata  affermazione di vedute politiche: vedute politiche che, tra le altre cose, hanno ricevuto considerazione a causa delle elezioni universitarie. Ma questa è un'altra storia, forse, o forse no.
Preso atto che a) è del badge universitario che si sta parlando, b) questo badge è rosso-grigio-bianco e che c) ho letto il ciclo indo-malese di Salgari, veniamo un attimo alla questione: il mio badge universitario NON funziona.
O meglio, nei lettori della biblioteca, attraverso cui bisogna strisciarlo per accedere agli scaffali librari, funziona alla grande (eccezioni a parte, per esempio quando all'improvviso il sistema di controllo degli accessi, installato da pochi mesi, si guasta e ti chiude DENTRO l'unica sala con UNA sola uscita, naturalmente con un portone blindato anti-incendio, anti-esplosione, anti-inondazione, anti-tutto ma ovviamente non anti-idioti), dicevo per prendere in prestito libri che possono essere presi in prestito anche con il libretto il badge funziona alla grande.
Per essere riconosciuti come aventi diritto allo sconto in mensa (i.e. per non essere schiaffati in fascia alta) bisogna presentare l'ISEE e la domanda apposita all'inizio dell'anno e naturalmente occorre esibire il badge che, dotato di apposita banda magnetica, magicamente farà apparire sul computer del tizio in cassa la scritta così gradevole da vedere. Bene, in nessuno dei lettori delle mense universitarie o convenzionate il mio badge viene riconosciuto. Splendido. E così sono schiaffato d'autorità in fascia alta (se ho il libretto) o addirittura in fascia-ospiti (se non ce l'ho). Per carità, molto giusto, molto appropriato, solo che, mannaggia la miseria, mi sono iscritto al corso magistrale il 6 marzo e ho ricevuto il 6 marzo il badge.
E il 6 maggio, dopo una volta che l'ho usato, era già inservibile, un rettangolino di plastica inerte, con conseguente aggravio dei costi.
Ora, non vorrei dire, però mi dà fastidio, e non poco, che si spendano centinaia di migliaia di euro per cambiare tutti i settantamila e oltre badge degli studenti universitari e che dopo due mesi questi siano già smagnetizzati e/o altrimenti inservibili. Quando magari questi stessi soldi - frutto per il 14% delle nostre tasse universitarie, visto che adesso è di moda fare gli antipolitici-del-portafoglio, in vero spirito da mercanti - potevano essere impiegati in modo più efficiente, come magari, che ne so, tenere aperte due mense su quattro la sera, o chissà che altro.
Vabbè, la logica, si sa, finisce dove comincia la burocrazia.
Ma che senso ha?

2 commenti:

Yuki ha detto...

O.o davvero strano! Forse è un problema del tuo badge, hai provato a segnalarlo?

I nostri sono collaudati da anni ormai e funzionano alla grande u.u (sì, una volta tanto me la tiro per qualcosa della mia università, per la quale di solito non me la tiro affatto)

Mach ha detto...

Eh sì, è proprio un problema del mio badge, quelli di altri miei paricorso funzionano regolarmente.
E la cosa mi dà un poco di fastidio, sinceramente.