Io non dò eccessiva importanza all'amor proprio, ci sono cose più importanti. Più importante dell'amor proprio c'è l'amore, c'è la dignità, c'è l'onestà e la consapevolezza di non strisciare per un vantaggio materiale.
Insomma, ci sono un sacco di cose, sebbene l'amor proprio stesso sia importante.
Peccato che ora sembra che l'abbia dimenticato - rectius, che abbia gettato alle ortiche tutte queste pare mentali.
Altrimenti non starei piangendo come un cane da una settimana perché - diciamolo brutalmente - la ragazza di cui sono innamorato semplicemente non mi bada, dopo avermi, gradevolmente, non posso certo negarlo, preso per il culo per mesi di avvicinamenti e ritirate, di aperture e di muri. O forse sono io che mi sono illuso, preso com'ero nel tentativo di discernere un minimo segnale positivo da parte sua.
Alla faccia della maturità, in queste cose dopo i 15-16 anni non ci si evolve più, e l'investimento emotivo rimane sempre enorme, con i ben noti, devastanti risultati finali.
Purtroppo dai 15-16 anni di cui sopra sono passati 7-8 anni (anzi, ormai quasi 8-9), e di "storie" (che brutta parola) ne ho avute, magari non troppe, ma ne ho avute, e sono finite lasciandomi l'amaro in bocca, triste, depresso quel che è giusto, eccetera. Ma non ho mai pianto, almeno quest'umiliazione mi è stata risparmiata.
Questa volta sembro aver fatto tesoro dell'esperienza pregressa, visto che è da una settimana che perfino a lezione non riesco a trattenere le lacrime, e pure prima che fosse nato qualcosa.
Grandi prospettive, senza dubbio.
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