Questo nuovo anno si snoda, almeno in questo scorcio iniziale, un po' così. Così come? Così boh, sottotono, diciamo. Problemi al pc, di origine ignota, mi stanno facendo apprezzare l'arte dell'essere ospitato da postazioni "amiche". Un po' così va anche la mia voglia di studiare, con tutto che l'esame è mercoledì. In parte è per l'ansia per il voto di abilità informatiche, con cui mi gioco l'anno. Sinceramente mi deprimerebbe un sacco perdere l'anno per tre moduli del cavolo, non mi sembra molto giusto: ho fatto un anno veramente brillante, alzando pesantemente una media già non bassissima. Sbattere il muso contro una cosa di questo genere mi sembra una vera beffa. In parte è per pura e semplice noia, sono messo male pure con la tesi, non riesco mai a completarla (e con quest'ansia non ci riesco nemmeno), e sia l'una o sia l'altra cosa non riesco a concentrarmi come dovrei.
Poiché ho presentato un libro all'inizio di dicembre ho da preparare solo quattro capitoli su otto del manuale assegnato come libro di testo, e meno male, altrimenti sarei davvero nei guai, visto che finora sono a metà (anzi, due terzi) del terzo capitolo. Quindi domani dovrei mettermi d'impegno e finire il capitolo e un terzo che mi rimane, non è poi tanta roba, e cominciare il ripasso (che più che un ripasso e un ripetere le distinzioni e classificazioni che via via fa). Per fortuna è un esame orale, mi trovo meglio che con gli scritti.
E poi ad aspettare con ansia i risultati dei moduli, ogni mezzora controllerò, ma perché non mi promuovono e basta?
Che nervoso. E immagino che anche la mia relatrice stia aspettando almeno il secondo e il terzo capitolo della tesi, così per gradire, ma c'è così tanto da fare, così tanti impegni da onorare, così tante cose al cui passo rimanere. Debbo confessare che un po' sono sfiduciato per questo inizio d'anno, che sembra disattendere (in peius, chiaramente) anche le mie pessimistiche previsioni.
O forse sono io che, attanagliato dal consueto isolamento peri-epifanico non riesco a ragionare lucidamente come vorrei. Forse ho bisogno di una vacanza, e un'occasione si prospetterebbe per il 17, con la laurea di S. a Roma, La Sapienza, in Lingue, magistrale. Ma nessuno della compagnia di Padova ci va, e giù sarei completamente perso, conoscendo solo G., che però a quanto ho capito a S. va un po' dietro, quindi una mia eventuale presenza (da ospite del S.'s sofa, clearly) sarebbe forse fonte d'imbarazzo, se non per G. almeno per me. In più a Roma non conoscono le tradizioni della bieca umiliazione che noi studenti dell'UniPd siamo usi infliggere ai fortunati neodottori, quindi più di un applauso e di una pacca sulla spalla non si farà, a meno di non voler rischiare l'ebrezza di una denuncia o di una segnalazione.
E allora meglio attendere l'ubriacatura molesta del sabato successivo, giorno in cui S. tornerà a Padova e radunerà la Padovabrigade.
Ma comunque mi manca l'allegra spensieratezza, occupata solo a rilassarsi, divertirsi e ammirare la città dei brevi ma piacevolissimi giorni trascorsi a Firenze.
Forse dovrei prendere e andare per i casi miei, un po' alla cieca, dove capita capita, qualche giorno in centro Italia. Treno fino a una località a caso (che ne so, 15 euro di interregionale), poi gironzolare per i dintorni o meno dintorni del tutto alla giornata, prendendo autobus e treni locali secondo l'estro del momento. Cercare un ostello e/o qualche altro posto letto a buon prezzo, mollare giù lo zaino (o anche no), entrare in bar o birrerie, provare ad immergermi nelle strade dei paesi di provincia, cercando una trattoria (o ci sono solo in Veneto?) o qualsiasi altro posto economico dove mangiare ed esplorare i dintorni. Chissà, prima o poi lo farò... magari quest'estate. Da soli, poi, dovrebbe essere ancora più affascinante che in compagnia, più o meno dolce. Chissà, il budget nei piani dovrebbe essere relativamente ridotto, dacché l'idea è girare il più possibile al risparmio.
Ma intanto, se le vacanze di puro spegnimento mentale sono ancora lontane, forse ricominciare con la routine universitaria, torcimenti stomacali a parte, non è poi una così brutta idea, almeno ho degli orari scanditi e degli atti, quasi rituali, che un po' di concentrazione me la fanno trovare.
¿Quién sabe?
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