Anche quest'anno, in questo strano inverno che forse non sa ancora di essere iniziato, la grande sarabanda delle feste è finita. Oggi è venerdì, domani e dopodomani sono solo i riverberi festivi di qualcosa che già oggi sta svanendo, se mai è esistito sul serio. Anche queste, le ultime?, feste di Natale sono una faccenda già quasi da archiviare. Alcuni pacchetti di dolci occhieggiano qui e lì, per fortuna in casa non siamo una congrega di "calendaristi". Le vacanze sono finite formalmente, ma forse mi viene il dubbio che siano davvero iniziate.
Tradizionalmente le vacanze sono un periodo di cazzeggio colpevole, di pigrizia appena sfiorata dagli esami che si approssimano, sì, ma ancor son lontani, di tranquillità cercata e ostentata. Per molteplici motivi, cuori, accademie, amici e quant'altro queste vacanze sono state a dire poco atipiche e strane. Strane, non spiacevoli, ma anzi venate da momenti di serenità e soddisfazione, come a Capodanno, che ho passato a Firenze con buoni amici e nuove, folli conoscenze: ho rivisto (e la cosa fa sempre piacere) C., ho finalmente conosciuto G. dal vivo dopo gran parlare, ho conosciuto anche DBRS e soprattutto ho conosciuto I Due Fratellini, panineria sublime e aristocraticamente popolare. I momenti piacevoli ci sono stati, e non sono stati nemmeno pochi, e provo a conservarli, separandoli dai momenti forse più pesanti degli altri giorni, persi tra lo studio - l'esame di Diritto Pubblico Comparato è l'11 gennaio, ormai davvero vicino - e l'ansia del risultato dell'ultimo esame, dal quale dipende la mia carriera accademica.
Tempo di bilanci, come ho scritto nel titolo, ma forse di bilanci veri e propri non è consentito trarne, quando ancora in realtà l'anno è nel pieno della sua cavalcata, e poco importa se formalmente una cifra, in coda, è variata anche questa mezzanotte di Capodanno.
Oggi è venerdì, domani è sabato, e domani si sarà del tutto fuori dalle vacanze, e l'ultimo refolo vacanziero è volato via in queste ore. Già adesso, andando per i negozi, occhieggiano galani, chiacchiere e frittelle, come se si avvertisse in modo soffocante il tempo che corre e che mai si riesce a raggiungere. Il 2012 è arrivato, abbiamo completato di attraversare quest'anticamera che la retorica natalizia vorrebbe tanto grigia, fredda e nevosa fuori, quanto calda, luminosa e piacevole dentro. E comincia un nuovo mondo, sempre uguale a sé stesso e sempre diverso.
Buon 2012.
Nessun commento:
Posta un commento