domenica 21 ottobre 2012

A sort of homecoming

È già un mesetto, quasi esatto, che non scrivo più nulla su questa lavagna virtuale. Un mese in cui sono cominciate le lezioni dell'ultimo anno d'università, un mese in cui si comincia a intravedere la vita "al di là del mare", una volta percorsa la tolkieniana Strada Dritta che conduce al reame beato di Valinor, altrimenti detto del dopolaurea. Si intravede quello che sarà (o che potrà essere)  il futuro mondo con Mach Dottore Magistrale. Dottor Mach, quasi come Dottor House, ma neanche lontanamente come Doctor Who, anche perché il Who è Ph.D., Philosophiae Doctor, e cioè una roba corrispondente, pare, all'italico Dottore di Ricerca. E House invece è M.D., e cioè non Medical Division (ai traduttori italiani a volte bisognerebbe tagliare la testa) ma Medicinae Doctor, e cioè medico pienamente abilitato all'esercizio della professione... credo una specie di Specializzato, una roba simile agli Déi ed Eroi dell'Olimpo, almeno a sentire gli amici che studiano medicina.
Vabbè, rimane sempre un lasso di tempo non indifferente durante il quale ho privato il web dell'appesantimento di qualche manciata di byte, anche se ho disertato il sacro dovere non per mancanza di spunti, ma, anzi, per troppi e tali spunti da dover richiedere, necessariamente, un momento di riflessione. E poi, cavolo, l'autunno con il suo alternarsi di freddi a tradimento e di calori imprevisti è sempre un buon banco di prova.
Vabbè, si sclera un po' in dolcezza. È sabato, e per ora sono "ai domiciliari" per risparmiare soldini in vista della sessione autunnale di musica, che prevede ben quattro concerti (più uno annullato), e non sono pochi, se fatti entro dicembre. Il primo, che sarà sabato prossimo, è a Firenze. Ci saranno due gruppi almeno, e spero in un terzo. Ma soprattutto, più che della musica, mi importano gli amici, e non solo gli amici, ma tutta una comunità che bene o male riesce a riproporsi sempre, in spregio a tutto e a tutti. E, oltre a vedere degli amici per me carissimi suonare, ci sarà finalmente l'opportunità di vedersi in faccia con altre persone, dopo lungo chiaccherare su facebook e in altri lidi. E, ancora oltre queste persone, ci sarà forse l'opportunità di vedersi con un'altra persona, di sicuro per salutarsi, e a sentire amici comuni anche per chiarirsi, o ritrovarsi, o chissà che altro dopo... dopo ormai quasi tre mesi, non sono pochi.
The South will rise again!
C'entra nulla, ma mi è venuto da pensare ai The Eagles e ai Lynyrd Skynyrd, che nella mia testa sono la quintessenza del Sud EST degli USA. Il tutto mentre ascolto "A sort of homecoming" degli immarcescibili U2. Vabbè, a volte la mente e l'ora giocano strani scherzi. In ogni caso, a Firenze penso anche di salutare altri amici ancora, che è spiacevole non aver rivisto finora.
Dopo di che... forse puntata a Roma, ma non so con precisione se e quando questo avverrà, anche perché mi piacerebbe, sì, e ci saluterei un sacco di gente e andrei in un sacco di posti, ma è pur vero che il lunedì avrei delle lezioni da frequentare, e non poche. Vedremo un po', anche se spero di sì.
Dopo del 27, purtroppo non (ancora?) confortato dalla pacca sulla spalla stipendiale, ci sarebbero altri due concerti a novembre, Florence and the Machine (ad Assago, con una cara amica) e, teniamoci forte, i Muse a Bologna. Di gruppi così grossi e apprezzabili non ho mai visto un concerto prima d'ora, e le prove che sono visibili nei video di YouTube mi hanno francamente impressionato. Essere a Bologna a vederli dal vivo è una cosa in cui spero e che conto davvero di conseguire.
I FaTM sono anche loro un gran gruppo, ma sono il genere che secondo me rendono al meglio se ascoltati in una forma mediata, e non dal vivo. Gran gruppo anche quello, me li fece conoscere la phanchulla quanti? solo sei-sette mesi fa. Come scorre veloce il tempo.
In ultimo rimane Ratisbona, il 17 dicembre, l'ultimo concerto della carriera degli Scorpions. Lì mancare è proprio inaccettabile, complice anche il fatto che il biglietto costa meno di quanto immaginassi (55 euro, più viaggio e pernottamento). Inzomma, è un concerto a cui mi piacerebbe partecipare, anche solo per raccontare fiero "io quel concerto l'ho visto".
Ma i concerti sono solo una parte relativamente minore del tutto, e il tutto finora s'è dipanato senza troppi scossoni, come, è la metafora che in questo periodo trovo più congeniale, un fiume che finalmente sbocca nella pianura, e che (ri)diventa calmo e tranquillo, con grandi e lente anse, mentre scorre pigramente verso il mare.
In realtà uno dei punti più dolenti della mia (lunga) estate (caldissima) (chi indovina la citazione non se ne vanti, l'età avanza inesorabile :P) s'è risolto, in realtà senza troppe rivoluzioni rispetto alla condizione di partenza, e anzi forse con una mia maggiore serenità. Che dire... meglio così. Ci sarebbe da recriminare, e da rallegrarsi per il modo in cui la questione è stata affrontata, ma sono cose che ho già, privatamente, esaminato fino alla nausea. E ripeterle non aggiungerebbe nulla di nuovo, se non che sono ogni giorno che passa segretamente lieto di un'amicizia che credevo inesistente e che trovo invece confermata.
Ci sarebbe ancora da dire, anche se in realtà non molto, sui compagni di corso e sui corsi che attualmente seguo, ma... ma è ancora presto, proprio perché ormai la mia vita universitaria, dopo aver sperimentato il meriggio assolato di un quarto anno splendido, attende di capire se si incamminerà in un tramonto affogato nel sangue della nostalgia, o se sfocerà in una notte, di stellata serenità.

Che poeta, eh? L'avete votata la Basaglia? Affari vostri!

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