martedì 3 febbraio 2015

De Reditu Meo

A giugno dell'anno scorso, ormai più di sei mesi fa a pensarci bene, si sono stancati di avermi fra i piedi all'Università e mi hanno dato 110 calci in culo con calcione finale. Sì, è andata bene, e no, forse non tutti quei 110 calci in culo erano meritatissimi. Ma ne sono uscito, nel bene e nel male.
Tante parole dette, troppe parole non dette, come sempre. E tanta nostalgia di un mondo nel quale non solo avevo un ruolo riconosciuto, e non è poco, ma riuscivo pure bene. La vita passa e, come spesso accade anche ai migliori di noi, ho cominciato a "lavorare". Per ora come stagista, poi chi vivrà vedrà (quindi io no).
Solo che... un bel giorno getto l'occhio su un bando di master in europrogettazione e integrazione europea: in pratica, la versione seria della mia laurea magistrale, però non erogata come laurea magistrale e ancora più costosa.
Fatto sta che mi consigliano di fare questo master, e mi butto: oggi mi hanno ammesso alla frequenza.
Non sarà come una volta, continuerò a lavorare la settimana (che culo), ma... ma è un ultimo rivedersi con il vecchio mondo al quale ancora adesso rimango affezionato e sotto sotto nostalgico.

 

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