mercoledì 29 agosto 2012

Staunen

«Il meraviglioso non suscita in noi nessuna sorpresa, perché il meraviglioso è ciò con cui abbiamo la più profonda confidenza. La felicità che la sua vista ci procura sta propriamente nel fatto di veder confermata la verità dei nostri sogni
Ernst Junger

domenica 19 agosto 2012

Four is more than Six

Come passa veloce il tempo! Ieri - o l'altro ieri? questi giorni d'estate si confondono - comunque al massimo pochi giorni fa una mia ex-compagna di classe, del liceo, mi ha invitato a chiedere il contatto fb (chiedere l'amicizia mi sembra un termine così grottesco) a un altro mio compagno di classe. Che buffo, stavo per scrivere compagno "di corso".
Tant'è. Mi sono presto adeguato all'invito e lui il contatto l'ha accettato, e adesso curiosando sulla sua bacheca ho notato che in realtà quasi tutti loro hanno mantenuto i rapporti e tra loro sono in amicizia, anche piuttosto stretta. Io no. Io ho tagliato i ponti credo un giorno dopo aver finito la scuola, e conto sulle dita delle mani le volte che vedo una di loro, Claudia, che frequenta assiduamente gente che frequenta il mio stesso bar preferito. E sono soddisfatto di aver girato pagina.
Oggi casualmente ho letto di una loro festa, a quanto pare andata bene, e mi sono soffermato a riflettere su quanto siano passati in fretta questi quattro anni, soprattutto se li confronto agli anni del liceo, quelli sì interminabili. Mi volto indietro e mi sembra di essermi appena alzato dal mio posto in Aula-Teatro, dove ascoltammo il discorso di benvenuto dei professori. E invece sono passati anni, quattro, mica pochi, e densissimi di avvenimenti, di persone, di scelte di vita, non sempre "facili" o "comode". Ho vissuto di più e più intensamente in questi quattro anni che nei precedenti anni di liceo, sebbene siano stati di più (sei, eh sì).
Va bene così.

giovedì 16 agosto 2012

Transumanesimo

«La questione fondamentale sollevata dalle biotecnologie è questa: cosa ne sarà dei diritti politici il giorno in cui, di fatto, saremo in grado di far nascere alcune persone con la sella sulla schiena e altre con stivali e speroni?»

Francis Fukuyama
«L'Uomo oltre l'Uomo»/«Our posthuman future»

Aggiungo un paio di righe di scoordinate riflessioni: Fukuyama in questa frase (ma in genere in tutto il libro, che purtroppo non ho avuto occasione di leggere in modo completo) riconosce che tutta la società "moderna" e anzi oserei dire post-medievale, da Hume in poi, è costituita dall'assunto che ogni uomo sia interscambiabile con ogni altro. Da questa indifferenza di valore si originano i varii diritti politici, sociali, anche ambientali.
Al di là della grottesca metafora della sella e degli speroni, quella che Fukuyama prefigura è null'altro che la realizzazione materiale, genetica dell'umana gerarchia spirituale che la weltanschaung moderna ha spazzato via con sdegno, e spesso oltre che con sdegno anche con i cannoni. Che cosa succederà a questo assunto dell'uguaglianza di base degli uomini se (quando) la tecnica, in questo caso genetica, arriverà al punto da creare esseri umani (?) per "natura" più forti, più veloci, più intelligenti e più scaltri di altri, magari capaci di sopportare carichi più pesanti ma meno capaci di mente? Che cosa succederà se (quando) l'Herrenvolk abbandonerà le teorie per scorrere nel sangue?
Come è palese, la frase e il libro di Fukuyama sono un monito contro l'avanzamento dell'eugenetica, soprattutto in campo umano. Ma, com'è altrettanto palese, forse non in questo secolo ma sicuramente nei prossimi tale monito rimarrà completamente inascoltato e disatteso. E allora cosa succederà alla visione del mondo che fondamentalmente esiste da cinquecento e più anni? Anticamente (in realtà a tutt'oggi, in numerose parti del mondo) le dottrine delle caste, siano esse tre, quattro o cinque, hanno il loro fianco debole nel fatto che, spogliati e lavati, un brahmana e un dalit sono relativamente indistinguibili all'occhio umano. Ma cosa succederà se l'asserita differenza interiore verrà a manifestarsi, tramite l'apporto iniziale di pochi genetisti, anche sul piano fisico?
Se (quando) emergeranno queste differenze, allora anche oggettivamente e "laicamente" misurabili, le reazioni saranno due: da un lato quella che tenderà a sanzionare questa gerarchia allora più che mai di sangue, riconoscendo la primazia, forse anche esagerata, a questo futuro Herrenvolk, che a seconda delle varie mitologie a disposizione si chiamerà nei modi più varii. Dall'altro lato, invece, ci sarà una tendenza egualitaria, tesa a negare queste differenze. E in effetti questa fase, se davvero esisteranno tali e tante differenze da costituire un Herrenvolk da abbattere, sarà solo transitoria e destinata a degenerare in una gerarchia forse nascosta ma molto più netta di qualsiasi oppressione possa esistere oggi.
Insomma, una volta sanzionata l'uguaglianza universale, questa nostra visione del mondo al suo inerno ha generato e genera oggi più che mai nella sua storia le potenzialità perché essa non solo sia abbattuta, ma sia abbattuta utilizzando i suoi stessi canoni.

lunedì 13 agosto 2012

Premio Shawqi (!)

Un ideale sottotitolo potrebbe essere: "Altro che Premio Pulitzer" per inserirmi con qualche stile nella catena che impazza in giro per il mondo del Uebb. Il post è sacrosanto, sia per ringraziare l'alta autorità assegnatrice, sia per segnalarla, questa high emitting authority: che è un blog fatto veramente bene, con post ragionati (e non è il caso più comune, nei blog dei comuni mortali) e una grafica complessivamente accattivante.
Ringrazio The Night Empress per avermi assegnato questo premio, è stato un vero piacere.
Le regole sono:
-Taggare il blog che mi ha assegnato il premio
-Dedicargli un’immagine
-Inserire una o più immagini che mi rappresentano.
E quindi, una volta taggato il blog, mi accingo ad osservare le ulteriori due disposizioni.

Per l'immagine da dedicare al blog taggatore... direi che è dovuta. Soprattutto è dovuta perché è la prima immagine che ho visto del vecchio blog del medesimo utente, che devo dire leggo sempre con piacere.
E perché è una delle immagini che più mi affascinano da sempre:


Mentre, cosa un po' più ardua è trovare un'immagine che mi rappresenti.
Ora, senza tema di diventare eccessivamente prolisso (è più una sicurezza che una possibilità), come fare? Un'immagine che ci rappresenti deve sottostare a due prerequisiti: il famoso "Cognosce te ipsum" e l'esistenza di un'immagine che corrisponda a tale essenza. Orbene, in assenza del famoso specchio di Atreju, quello che rispecchiava l'essenza profonda di chi ci guardava dentro (e infatti poteva condurre alla pazzia o alla codardia), il "Cognosce te ipsum" non è certo affare di qualche ora, né di qualche giorno, né di qualche anno o, se è per questo, di tutta la vita intera.
E quindi, come fare?
Risolvo in modo infingardo proponendo un'immagine che mi ha sempre affascinato, e che quindi penso che almeno in parte corrisponda a ciò che si assume per "immagine che mi rappresenta".
Ladies and gentlemen, please stand up and plause


Ebbene... ora, dopo aver taggato, dopo aver tributato i giusti onori al blog di origine... quali blog scelgo? Uno non posso proprio sceglierlo: credo che sia contrario allo spirito della catena ritaggare il blog di origine. E quindi c'è da scartabellare nella mia non chilometrica lista di blog che seguo costantemente: e, in realtà, i tre migliori si presentano in modo naturale e spontaneo:
- Il Gelsomino Notturno
- Setsura's blog
- • ραgєѕ fяσм вυииуℓαи∂_____elly's Blog •

sabato 11 agosto 2012

Back

Dal 5 al 10 agosto ho servito come volontario di Protezione Civile in quel di Cavezzo, nell'ambito del MoDAVI-ProCiv Lucca. L'esperienza è stata... straniante. Bella, sicuramente bella, oltre che ovviamente faticosa, altrimenti bella non sarebbe stata, ma anche esaltante, divertente, a tratti goliardica.
Il suono è inevitabilmente retorico, ma sono contento di aver conosciuto persone davvero di un livello in più, anche se l'occasione è triste, e sono contento di aver conosciuto meglio persone che già conoscevo e che ho ulteriormente apprezzato.
Descrivere in modo completo e ragionato questa breve ma intensa avventura richiede forse un momento di riflessione dopo qualche giorno, ma credo che sia importante fissare almeno un punto di partenza dal quale poi riprendere a descrivere.
E comunque... grazie, a tutti: dall'organizzatrice della squadra, Silvia, al n. 36, Andrea.