Come una candela ne accende un’altra, e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore accende un altro, e così si accendono migliaia di cuori.
Lev Nikolàevic Tolstòj
Come una candela ne accende un’altra, e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore accende un altro, e così si accendono migliaia di cuori.
«Non vi è truppa al mondo che si sia battuta con maggior coraggio di questo pugno di Francesi in lotta, nel cuore stesso dell Europa, per un chilometro quadrato di rovine.E quindi? E quindi, semplicemente, nello sperare politicamente in una vittoria dell'Esercito Siriano e nella sconfitta di tali fondamentalisti, ci si dovrebbe ricordare che l'eroismo non ha particolari colori, né fianchi politici. Lo si è trovato a Waterloo, ad Alamo, sul Canale della Manica, a Stalingrado, perfino a Berlino. E, ora, forse anche ad Aleppo.
Non vi è soldato che non debba, da soldato, rendere loro omaggio.
Non un solo uomo, che sappia difendere le sue idee con la propria pelle, dovrà mancare di salutarli...»
By Bulent Kilic (AFP) – 7 hours ago
ALEPPO, Syria — Syrian troops are massing for a major assault on Aleppo, and hundreds of rebels hunkered down in the strategic northern city's Salaheddin quarter are steeling themselves to fight, and probably to die.
Syria's most populous city, which is also the country's commercial hub, has been rocked by fierce fighting between rebels and the troops of President Bashar al-Assad for a week now.
For five hours on Wednesday night, without let-up, government forces bombarded the southwestern quarter of Salaheddin, which is almost entirely under rebel control, an AFP correspondent witnessed.
More shelling is expected on Thursday night, as troop reinforcements pour into the area in preparation for an assault everyone knows is coming, and many of the fighters share with an AFP correspondent their certainty that they will die.
The odds are certainly not in their favour.
Armed with Kalashnikov assault rifles, machineguns, rocket-propelled grenades and some home-made bombs, they know they are no match for the military with its tanks, helicopter gunships and even jet fighters, which swoop ominously overhead.
But they shrug it off and insist they are not afraid, while hoping for reinforcements of their own, who can either make it into the city to help with the defences or at least slow the army's advance.
In the meantime, they occupy themselves with guerrilla-style attacks on police stations and offices of the "mukhabarat," or intelligence services, and with marking, as best they can, the Muslim fasting month of Ramadan.
On Wednesday, after the day's fast ended at sundown, they shared food with two young men, their eyes blindfolded and hands tied behind their backs.
A few hours later, the two men, accused of belonging to pro-government "shabiha" militia, were summarily dispatched in the street, each with a bullet to the head.
Residents of Salaheddin, particularly the women and children, have been fleeing the fighting. The rebels, organised into small groups each led by someone who acts as both military and religious chief, prepare themselves as helicopters swoop overhead, firing into the neighbourhood. Sandbags are filled to erect barricades, and a bus is moved into position to block the street. As they prepare for the battle they know is coming, the rebel fighters train and they chant slogans to give themselves courage.
Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
e mettendo in conto anche il loro dubitare;
se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa,
se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,
senza apparir però troppo buono o troppo saggio;
se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso
trattando quei due impostori allo stesso modo
se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;
se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
a perdere e a ricominciar tutto daccapo,
senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
e a tener duro quando niente più resta in te
tranne la volontà che ingiunge: "tieni duro! ";
se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario;
se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti,
se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile
e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
e - quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio!
«Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno.
L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla».
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame freddo ed era lontano 50mila anni-luce da casa. Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità doppia di quella cui era abituato, faceva d'ogni movimento un'agonia di fatica. Ma dopo decine di migliaia d'anni, quest'angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell'aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arriva al dunque, tocca ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentita nominare finché non ce lo avevano mandato. E adesso era suolo sacro perché c'era arrivato anche il nemico. Il nemico, l'unica altra razza intelligente della galassia... crudeli schifosi, ripugnanti mostri. Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata subito guerra; quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica. E adesso, pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi denti e con le unghie.Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame, freddo e il giorno era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici tentavano di infiltrarsi e ogni avamposto era vitale. Stava all'erta, il fucile pronto.Lontano 50mila anni-luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce l'avrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle.
E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico emise quel verso strano, agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più.
Il verso, la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, col passare del tempo, s'erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle d'un bianco nauseante e senza squame...
«Ora più nessuno sale in alto con gli sci e quasi tutti si rompono le gambe ma forse in fondo è più facile rompersi le gambe che rompersi il cuore anche se dicono che oggi tutto si rompe e che a volte, dopo, molti sono più forti proprio nei punti dove si sono rotti. Adesso di questo non so più niente ma è così che era a Parigi nei primi anni quando eravamo molto poveri e molto felici».
«Lunghi periodi di pace favoriscono la convinzione che l'inviolabilità del domicilio si fondi sulla Costituzione, che di essa si farebbe garante. In realtà l'inviolabilità del domicilio si fonda sul capofamiglia che, attorniato dai suoi figli, si presenta sulla porta di casa brandendo la scure».