giovedì 22 marzo 2012

Major reform

È quella a cui è andato incontro codesto blog. Abbandonata la tinta unita, mi sa che la visibilità non ci ha guadagnato. O forse sì, chissà. Comunque l'impatto non mi trova troppo deluso, anzi, e mi sembra passabile. Sicuramente la perfezione è lungi dall'essere raggiunta, ma magari questo modello di blogspot mi sconfinfera maggiormente, ed è più velocemente personalizzabile, questo è certo.
Le prossime modifiche riguarderanno principalmente la dimensione del corpo del testo, e magari cosucce come l'header, che nel pannello html NON trovo, mannaggia.
E vabbè.

lunedì 19 marzo 2012

Intimisto

Artista: C.S.I.
Album: Ko De Mondo
Titolo: Intimisto




Mi rubi il tempo
Mi rubi l'energia
Non ascolti il lamento
Non ascolti il richiamo

Incrini il mio coraggio
Vanifichi l'attesa
Le sere che ti aspetto, i pomeriggi che aspettano la sera

Mi rubi la mattina
che mi sveglio da solo e non sta bene

Distruggi le mie felicità perchè sono da poco agli occhi tuoi
Qualcuna la riempi la gonfi a dismisura
e io devo lasciarla che stava bene silenziosa e sola

E gli occhi tuoi mi rubano la luce perchè tu possa splendere nei miei
Allora non rimane niente e te ne vai
Allora non rimane niente e te ne vai

Consuma spento e lento il mio dolore
Consuma me

giovedì 15 marzo 2012

Anse pigre e tranquille, secche a parte

Il secondo semestre ormai ha concluso la sua strana, seconda settimana e ormai è letgittimo chiedersi se questi sei giorni di lezione sono un anticipo di ciò che verrà, se queste due settimane sono un esempio efficace del fiume che, raggiunta la piana, procede pigro e lento. Sinceramente spero di no.
A costo di ripetermi, è strano dedicare allo studio solo tre mattine, dopo una routine che vedeva cinque mattine di tesi e cinque pomeriggi di lezione. Attualmente segu[iam]o solo due lezioni, essendo i corsi a scelta di questo semestre tutti nel secondo periodo. Per ora seguo "Policy Making dell'UE" (6 CFU), da integrarsi a partire da aprile con "Le politiche dell'UE", pure isso da sei CFU, e "Diritti fondamentali e cittadinanza europea", ebbene anche questo da sei CFU ma spalmato su due lezioni alla settimana per l'intero semestre.
I corsi sono abbastanza semplici, e anzi PMUE è almeno per ora la ripetizione di "analisi delle politiche pubbliche", fatto al terzo anno (sembra un secolo fa, caspita, e invece è solo un anno esatto), è la stessa docente di allora a far lezione, anche se provenienti dal suo corso siamo solo in tre, io, A. e I., mentre gli altri provengono o da altre triennali o proprio da altre università. Non è un corso difficile, e quindi proprio per questo è obbligatorio prendere un voto alto, almeno uguale al 29 che presi l'anno scorso, ma certamente non rifiuterò un 30. Peccato che non abbiamo uno straccio di libro di testo, e quindi più che studiare si tratterà di stare bene attenti a lezione, se e quando questa si discosterà dagli appunti di un anno fa. XD
Invece il corso che si dovrebbe abbreviare in "DFCE" ma siccome è impossibile da pronunciare diventa "Diritti" e basta è un corso strano, che fa apprezzare in pieno il (relativo) salto di qualità che c'è o ci dovrebbe essere tra un corso di laurea triennale e uno magistrale, visto che "allora" (mamma mia quanto mi sembra di vantarmi ahahah) abbiamo fatto tre corsi di filosofia politica (e mi mangio le mani per non avere fatto il quarto), ma avevano un carattere non tanto di base quanto generalista: ora, le nozioni più o meno assorbite vengono date per scontate per analizzare processi in corso. Per citare la prof di politiche pubbliche, si sta passando dall'acquisizione della cassetta degli attrezzi all'utilizzazione della medesima, ovviamente per quanto possibile in un corso universitario. Questo cambiamento, a dire il vero, si era già avvertito durante il corso di EIE, ma in maniera relativamente più blanda, visto che avevamo utilizzato le nozioni provenienti da una pluralità di corsi, invece che da pochi ben definiti insegnamenti.
Tant'è, questi sono i gravosissimi impegni di studio che sopporto, ben 10 ore di lezione alla settimana, 2+4+4.
Per ora non c'è molto da fare, anche perché se a PMUE siamo in parecchi, due indirizzi su tre, e i 25 posti dell'aula vengono riempiti in batter d'occhio, a Diritti siamo in... quattro, cinque il martedì, e allora la lezione diventa più che altro una chiaccherata, o meglio lo diventerebbe se la prof, dal "leggeeeeeeeeero" accento romano, non rischiasse ogni due minuti di morire di asfissia, da quanto veloce e forte parla. Ciò non toglie che faccia sorridere sentire in bocca a una professoressa i più comuni stereotipi del romanesco parlato, come il "Stare a + infinito", o l'elisione dello stesso infinito, la cadenza quasi inalterata dopo credo una ventina d'anni di docenza a Padova.
All'inizio ho scritto che spero che non sia un assaggio di ciò che verrà, ma non è riferito, evidentemente, ai corsi, né, men che meno, ai compagni di corso, molto simpatici e amichevoli (quasi più dei matti della triennale, a dire la vera verità). Forse, e se "forse" è "certo", è dovuto al fatto che vivo in una tensione allucinante, susctata dalla profonda nostalgia che mi assale appena penso a lei, mi giro e vedo che non c'è. E allora che debbo fare? Ci sono tre opzioni, e tutte sono potenzialmente disastrose: provarci-dichiararmi-stringere in modo non equivocabile, col rischio che si debbano poi affrontare tot mesi di gelo reciproco, fino alla fine dell'università, avvicinarsi gradualmente, col rischio che non colga e che si rimanga inchiodati nella condizione (odiosa) di amico e nulla più; o cercare di non pensarci più, cosa abbastanza difficile, visto quant'è bella, dolce, e tutto il solito florilegio che gli innamorati dedicano alla de cuius, solo che stavolta sono meritati in pieno.
E non so cosa fare.
Per dirla in modo educato... fuck.

domenica 11 marzo 2012

11 marzo 2011 - 11 marzo 2012

È passato già un anno dal terremoto del Tōhoku (che i giapponesi, allergici alla sintesi, preferiscono chiamare "Terremoto in alto mare della regione di Tōhoku e dell'Oceano Pacifico"). Non credo che il Giappone, così idolatrato da buona parte dell'immaginario collettivo italiano, che credo vi veda una sorta di alter ego e di simbolo del possibile, possa facilmente dimenticare un disastro consimile. Il Giappone ne recherà le ferite per anni a venire, e tutto ciò che il Giappone era è, di fatto, irrimediabilmente segnato.
Non è certo mancata (anche da loro, pur così avezzi ai terremoti e così pieni di centrali nucleari) l'impreparazione, ma fu una catastrofe quasi impossibile da prevedere.
Mi sembra che se davvero si può ricavare una lezione, essa sia soprattutto per l'occidente, così sicuro di sé, così mollemente adagiato sui cuscini delle proprie convinzioni da dimenticare che si è uomini, e solo uomini, e nulla si può davvero contro la Natura - decisa o meno da Dio, è relativamente poco rilevante. E allora pensare che sono passati già dodici mesi dal "東北地方太平洋沖地震" forse può servire a ricordarci che se ci ergiamo a déi e a inflessibili giudicatori di tutto e di tutti, lo facciamo abusivamente e a nostro rischio e pericolo.
Perché siamo stati, siamo e sempre saremo uomini.
A riguardo del Giappone si potrebbero dire molte cose. Si potrebbe dire dell'economia, che ha ripreso a crescere. Si potrebbe dire della politica, che ha continuato la sua instabilità. Si potrebbe dire di tutto.
Ma forse non è nemmeno il momento adatto di dire nulla, se non un augurio di lunga vita:


万歳

萬歳

lunedì 5 marzo 2012

Si riparte

Domani, alle 10:30, si ricominciano le lezioni. Finalmente sarò in regola,. Aula D, con la Dott.ssa G. Nesti, che ho già avuto l'anno scorso (ma è già passato un anno? follia).
Che dire... un po' di riposo ci voleva, ma stava cominciando a sfilacciarsi in una successione di giorni d'ansia e di costante tensione. Quindi un ritorno ad un orario leggero di lezioni e di attività connesse è più che il benvenuto.
Domani... sguardo e voce neutri, dai. Speriamo.

sabato 3 marzo 2012

Cogitationes nocturnae


Io la notte di questi tempi la odio.
Spesso non dormo molto, sarà per la pochissima fatica che faccio nel ciondolare per tutta la giornata tra libri che non ho mai voglia di leggere e monitor acceso da fissare in modo assente, sarà a causa di fantasmi vari e incubi assortiti, impegnati nel lodevole sforzo di darmi di che rimuginare.
Appena ci si ferma, appena si fa l'errore di rilassarsi, appena si ha tanto sonno da capire che o ci si rilassa o si crolla, si è costretti a pensare. A pensare a se stessi, alla propria vita, agli apparenti o sostanziali, ai successi o fallimenti dei tuoi giorni.  A pensare a cosa non si è fatto e cosa si sarebbe potuto essere.
E pensare fa male. Fa male soprattutto di notte, perché di notte non c'è nessuna musichina che puoi ficcare negli auricolari, di notte non c'è nessun sito internet, nessun forum, nessun blog, libro, impegno che ti distragga. E non puoi fare altro che rimanere lì, a fissare il buio, mentre si fa strada il dubbio (o la certezza?) di essere qualcosa di molto simile a un fallito negli ambiti che davvero interessano, di non riuscire a combinare nulla nelle cose davvero importanti.
O, meno grandiosamente, di essere quasi per uno scherzo cattivo obbligato all'insuccesso in ogni caso. Ma non si può nemmeno pensare di riuscire ad essere invulnerabili. Non si può nemmeno pensare di riuscire a dirigere la propria mente in modo così ferreo, ignorando la stretta spasmodica allo stomaco e l'ansia che stringe il cuore così di continuo.
La notte è fatta per chi è sereno, o per chi è talmente stanco da crollare addormentato non appena chiusi gli occhi. Per chi ha pensieri, anche banali, non immagino grandiose delusioni, basta un semplice periodo di scoramento come spero tanto che sia questo qui per me, per chi ha pensieri la notte è davvero un'infida alleata.
Vabbè, sia il momento di scoramento come sia, per fortuna non tutte le notizie che provengono da quest'angolo di follia sono così "urende": una mia amica, E., ha ricevuto il punteggio di laurea, veramente alto, e studia non certo a Scienze delle Merendine come me (anche se i veri detentori del titolo sono quelli di Comunicazione), ma una lingua orientale, e nemmeno nella facoltà più facile. Quindi complimenti e congratulazioni, assai meritati. Siccome so utilizzare Wikipedia, e soprattutto siccome voglio dimostrarlo al mondo (è una rassicurazione anche questa, mica per forza bisogna terrorizzare la gente per convincersi erroneamente di non essere subnormale), giustamente allego i saluti appropriati.

wànsuì (萬歲; 万岁)
banzai (万歳; 萬歳)
manse (만세; 萬歲)

È in momenti come questi che mi mangio le mani per non aver ascoltato il mio primissimo impulso, che mi diceva di andare a fare lingue, meglio se orientali. Pazienza, nella prossima vita non mancherò di evitare questo increscioso incidente, ammesso che ci sia qualche straccio di dottrina della reincarnazione che presupponga la conservazione dei ricordi. A quanto pare (mica scemi i teologi e/o filosofi teorizzatori della stessa, si sono inventati 'sta scusa per rimediare ad hoc a questa insidia: «Ehi ciccio, sono 10.235 anni che mi devi 10 euro, magari fosse una vita soltanto che li aspetto, se non ti decidi facciamo a tempo ad aspettare la fine del Kali Yuga/Età del Ferro/altro-nome-del-periodo-attuale»), non si può. E qui verrebbe da riconoscere che effettivamente il problema maggiore sta nella codardia del teologo, perché io non so mica come possa l'autore del pur stimabilissimo complesso vedico sapere che non ci si ricorda nulla. Gliel'hanno detto gli Dei? E come può sapere che non l'hanno tirato a scemo? Sono problemi.
Ma qui sto delirando, e nemmeno poco.
Bonne nuit, monsieurs et madames.

giovedì 1 marzo 2012

Lack of inspiration

Uno dei miei problemi maggiori con i blog è che ho poca immaginazione grafica e visuale. Non so mai immaginare "sul serio" come voglio che appaia un mio blog, né sono capace di immaginare una estesa teoria di modifiche tra loro coerenti. È un bel dilemma, perché questo tema (che è piuttosto cupo, ammetto) è un tema che ormai ho da alcuni mesi, prima su Splinder e poi qui su Blogger/Blogspot. Però ha il pregio di essere veramente molto semplice e di facilissima gestione.
Che fare? Tenere anche il modello attuale tra quelli proposti? O cambiare tutto?
Sono veramente sfortunato: ora che le capacità tecniche non dico di padroneggiarle, ma almeno le ignoro un po' meno di prima, non ho ben chiaro in che direzione utilizzarle.
Quindi sono più che bene accetti tutti i suggerimenti in merito.
Anche un "Capra, evita che non è cosa per te" va bene XD